26 dicembre 2012 Varie

Compliance tra Fisco e Banche: comunicato stampa dell’Agenzia

Rafforzare la cooperazione tra amministrazioni finanziarie e settore bancario, sulla base di importanti esperienze già adottate da alcuni Stati OCSE

I rappresentanti di Amministrazioni fiscali, settore bancario e Ocse si sono riuniti, a Roma, per la conferenza “Developing the enhanced relationship in the banking sector”. Un confronto sul dialogo avanzato tra amministrazioni fiscali e settore bancario.

È stato affrontato e analizzato il ruolo delle banche nell’odierno contesto economico, l’impatto sui profili fiscali di recenti cambiamenti nelle normative di vigilanza e la concreta esperienza dei vari soggetti interessati da programmi di “enhanced relationship”. Il seminario ha, poi, affrontato questioni tecniche, aventi diretto impatto sulla fiscalità delle banche, quali quelle relative alle perdite fiscali e l’attribuzione degli utili alle stabili organizzazioni di banche estere.

L’Agenzia delle Entrate italiana, l’ABI e l’AIBE hanno convenuto sulla necessità di realizzare un codice di condotta per le banche italiane analogo al modello recentemente approvato dal Forum on Tax Administration OCSE.

“I programmi di compliance cooperativa hanno ricadute positive sia sui governi, sia sui contribuenti, poiché riducono il numero dei controlli, a favore di un incremento di trasparenza, con un positivo impatto sulla cultura della compliance e, naturalmente, sul gettito: in sintesi, una situazione in cui tutti hanno da guadagnare”.

Il contesto di riferimento

La condivisione di informazioni tra le amministrazioni fiscali e le imprese è di fondamentale importanza. Un certo numero di rapporti recentemente pubblicati dall’OCSE contengono raccomandazioni, sia per l’amministrazione fiscale sia per le banche, finalizzate a costruire una relazione più stretta e cooperativa. Queste raccomandazioni suggeriscono che le amministrazioni fiscali, il settore bancario e il legislatore devono lavorare in modo costruttivo al fine di acquisire una comprensione condivisa del contesto commerciale e dei collegamenti tra i sistemi fiscali e segnalazioni di vigilanza.

Sulla scia dello “Study into the Role of Tax Intermediaries” del 2008 dell’OCSE, il rapporto del 2009, “Building Transparent Tax Compliance by Banks” esamina la natura del sistema bancario, le complesse operazioni di finanziamento strutturato sviluppate dalle banche e le modalità con le quali tali operazioni sono utilizzate dalle stesse banche e dai loro clienti. Il Rapporto analizza anche i processi di governance interna che le banche utilizzano per gestire il rischio fiscale, la prevenzione, l’individuazione e le strategie di risposta attuate dalle diverse amministrazioni fiscali nel rispondere alle sfide che le banche pongono. Il report contiene una serie di raccomandazioni per le amministrazioni fiscali e individua le migliori pratiche per le banche.

Tra le altre cose, il Rapporto raccomanda alle amministrazioni fiscali di migliorare le capacità del personale e la loro comprensione dei mercati finanziari e bancari, di provvedere a fornire certezza alle banche, di migliorare la valutazione dei rischi e di attuare una compliance fiscale trasparente. Il Rapporto ha anche individuato una serie di raccomandazioni per le banche, come il fatto che le decisioni del dipartimento fiscale delle banche in merito a una operazione non dovrebbero essere ignorate, ma necessitano di essere considerate a livello di CEO, di un maggiore grado di trasparenza, considerando i benefici che una relazione rafforzata con le amministrazioni finanziarie può apportare se i rischi fiscali sono considerati nel processo di governante.

L’OCSE ha pubblicato altri due ulteriori rapporti sul settore bancario nel 2010: “Framework for a Voluntary Code of Conduct for Revenue Bodies and Banks”,che illustra le motivazioni che sono alla base dell’adozione di un codice di condotta volontario, e il Rapporto “Addressing Tax Risks Involving Bank Losses”che offre una panoramica del trattamento tributario delle perdite fiscali delle banche, descrive i rischi fiscali che sorgono in relazione a queste perdite e delinea il modo in cui possono essere ridotti.